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Massa Lombarda

Estratti tratti da "La Palla al Piede" di
Mario Montanari



A Massa Lombarda il calcio, che compare nelle cronache a partire dall'ottobre
del 1923 per poi nascere ufficialmente nel 1924, compie il suo primo tragitto
sotto l'elmetto del regime fascista. Nel male e nel bene. Il culto
ginnico porta l'amministrazione comunale massese a realizzare un primo e
provvisorio campo di calcio nel '23 a ridosso della stazione ferroviaria, per
poi inaugurare il nuovo campo di via Castelletto nell'autunno del 1928. Sarà
quello lo stadio dei massesi per 40 anni e sarà su quelle zolle arcigne che il
gioco del pallone esalterà la sua ultima "innocenza".

I risultati agonistici raggiunti fino all'esplodere della Seconda Guerra
Mondiale non saranno però pari allo sforzo sostenuto. Gli eventi più gloriosi
degli anni Venti e Trenta portano la società sportiva Giovinezza a disputare il
campionato federale di Terza Divisione, una sorta di C regionale, due volte:
nella stagione 28/29 (dove finisce quarto) e nel 1933/1934. In questa stagione
i rossi (che hanno abbandonato la casacca bianconera del debutto e quella
azzurra di fine anni venti) concludono appaiati al primo posto al Lugo e si
guadagnano la partecipazione alle semifinali, dove però si faranno sopravanzare
da Perticara, Lugo, Predappio ed Alfonsine.

Le prime prestigiose vittorie arriveranno solo nel dopo guerra. In otto anni il
Massa, tornato al bianconero delle origini, vincerà addirittura tre campionati:
due di Prima Divisione nelle stagioni 46/47 e 49/50 ed il mitico campionato di
Promozione nell'annata 53/54.

Guidati dal Presidentissimo Angelo Pasotti, detto "Re Bello" e
dall'allenatore Bosi, potenziati dal ritorno di vecchie glorie come Bordini,
Marabini e Delle Vacche, sostenuti da quella quercia di capitano che era Fedele
Tozzola e dai tanti gol di Piero Marani, lo squadrone massese mise in riga
quell'anno "squadrette come il Rimini, Baracca Lugo, Imolese, Ravenna e
Riccione.

Quello degli anni '50 era tutto un'altro calcio, in squadra c'erano tutti o quasi
tutti paesani, non c'erano sponsor, non c'erano ingaggi, solo qualche magro
premio di partita ma soprattutto la pacca sulle spalle dei tifosi al bar che ti
pagavano da bere e ti incoraggiavano.

Il mondo del calcio da quegli anni, come fa proprio l'Asd Massa Lombarda,
realtà instancabile che, grazie all'opera della famiglia Aresu, prima Elio,
oggi presidente onorario, e da qualche anno da Giampiero e di tanti volontari
ed appassionati, come Calisto Ronchi, prima calciatore per vent'anni e capitano
di mille battaglie e oggi vicepresidente, che permettono di presentarsi agli
occhi di tutti come una società sana e affidabile, seria e competitiva.







UNA STORIA IN BIANCONERO, IL COLORE DELLE NOSTRE MAGLIE



La prima maglia, una delle prime maglie del calcio massese, è a strisce
bianconere. Chi andò a Bologna a comprarle era tifoso della Juventus e non ebbe
quindi esitazioi. Il bianconero resiste fino al 1926 quando al Circolo Sportivo
Vigor dame e damine offrono ai calciatori il gonfalone con i colori bianconeri
durante una festa danzante.

Quando però la Società Sportiva Giovenezza partecipa per la prima volta, nel
1928, al campionato federale di III Divisione, i colori cambiano e diventano
azzurri. Abbinato al bianco, l'azzurro (che poi ricomparirà) cede però il passo
nei primi anni Trento al rosso. "Rossi" sono infatti definiti nelle
cronache dei giornali i calciatori del Fascio Giovanile di Comabattimento di
Massa Lombarda, impegnati a Lugo nell'estate del 1933 per la Coppa Arnaldo
Mussolini e quindi nel campionato di III Divisione nella stagione 1933/1934.

Nel dopoguerra si ritorna stabilmente al bianconero anche se pare che nei
campionati Uisp le squadre di color granata. Nulla di strano. Non va
infatti dimenticato che per qualche decennio il principale ritrovo del calcio
massese è stato il Bar Torino, perfetto contraltare della numerosa tifoseria
juventina.



ANNI '60

Dopo i gloriosi anni '50 con il Re Bello a guidare la società, come dicevamo
poc'anzi, in numerose vittorie e al raggiungimento della Promozione, nel
decennio successivo il Massa Lombarda si assesta in Prima Categoria occupando
spesso le posizioni di vertice o comunque il centro classifica. E' nella
stagione 65/66 che i bianconeri arrivano penultimi in campionato e
retrocedono, ma nella stagione successiva la squadra allenata dalla coppia
Emiliani Passerini arriva 2° nel girone finale, rinunciando però a salire di
categoria.

Sono gli anni in cui viene costruito il nuovo stadio. Il primo progetto
dell'impianto di via Fornace di Sopra fu redatto nel 1959. Il Coni lo approvò
nel 1963. Allora partirono i lavori, conclusi in parte già conclusi alla fine
del '67. La prima gara ufficiale la giocò la Juniores solo nel magio del 1969
nella fase finale degli spareggi del campionato regionale (Massa-Forlì 2-2). La
prima squadra cominciò ad utilizzarlo nella stagione 1969/1970 e nell'autunno

venne inaugurato da una partita tra due squadre del Bologna allora capitanato
da Bulgarelli







ANNI '70



Con il nuovo stadio a sostenere i ragazzi nel 1969/1970 la squadra allenata e
guidata anche sul campo da Rino Mazzi, un ottimo giocatore, ottiene il secondo
posto dietro il Molinella e si guadagna nuovamente la Prima Categoria. L'anno
dopo tutto va per il meglio, ma le vicende precipitano terribilmente nella stagione
successiva. L'ultimo posto scaraventa il Massa in Seconda Categoria dove
sarebbe rimasto per tutti gli anni '70 e fino al 1982. Una squadra che aveva
saputo fino ad allora valorizzare il suo vivaio lanciando talenti in squadre di
serie superiori, si vede alla fine degli anni '60 a vedere i suoi gioielli
andare a Sant'Agata, i piccoli cugini rossoblù giocano infatti in una serie
superiore a quella del Massa.

In bianconero rimangono a lungo vecchie colonne come Ronchi e Arnaldo Sella, ma
il vivaio, sforna pochi piedi buoni e allora ci si arrangia alla meglio.







ANNI '80



Furono gli anni della risalita per il Massa che con passione e determinazione
riuscì conquistare la Promozione nell' 83/84 con i 12 gol di Castiglia, e
di riconquistarla subito nella stagione 1987/1988, vincendo il campionato a
mani basse, con ben 12 punti di vantaggio sulla Copparese.

La testimonianza di Lauro Ventura: " Dopo una lunga permanenza in Seconda
Categoria, con la vittoria del campionato '81/82 il Massa iniziò una lunga
cavalcata di successi che gli avrebbero fatto scavalcare la Promozione e
l'Eccellenza, fino a raggiungere la Serie D. La società si era ringiovanita,
parecchi giocatori erano di Massa e forse anche per questo i tifosi non fecero
mai mancare la loro partecipazione. Tanto che, pur giocando in campi abbastanza
vicini, per le trasferte organizzavano un pulman e quasi sempre partiva pieno.
Non avevamo particolari dotazioni finanziarie e la squadra non presentava
spiccate individualità. Sulla panchina si alternarono Mariotti e Cassani, la
nostra fu una vittoria di gruppo, frutto di passione, sacrifici e tanto
volontariato. In piazza ci fu una grande festa, poco dopo l'Italia vinse il
campionato del mondo in Spagna"







ANNI 90



Per il Massa il primo anno di Eccellenza è quello del 1991/1992. C'è voluto uno
dei ricorrenti ribaltoni della Figc, che ha scombinato categorie e calendari,
per raggiungere l'agognata meta dopo che nel campionato di Promozione il Massa
di Ivano Gavella e di Renzo Liverani era arrivato solo al nono posto.

Nell'anno del debutto l'ottavo posto finale è più che decoroso, mentre
dall'anno successivo al timone del calcio massese arriva (ed è un ritorno) Elio
Aresu e l'obiettivo, non dichiarato, diventa quello di una prestigiosa ed
inedita salita nell'Interregionale della serie D. Il "Re dei
Grissini" ha le disponibilità, le capacità e le ambizioni per darsi questa
meta, ma il cammino inizialmente è in salita. Il Massa si piazza per tre anni
consecutivi al settimo posto (93-96) per poi arrivare al sesto l'anno
successivo. Troppo poco. Viene così ingaggiato il tecnico Nevio Valdifiori che
la casacca bianconera l'ha già indossata da calciatore e il presidente lo
conosce bene. E' 1997 e pare la volta buona.Il Massa arriva secondo dietro al
Russi e va agli spareggi. Il primo ostacolo è la Correggese che viene superato
con un 3-1 da cardiopalma all'andata. Nel secondo turno con il S.Angelo
Lodigiano invece, dopo il pari dell'andata, arriva la sconfitta al ritorno.
Dopo due terzi posti si torna nuovamente agli spareggi nel 2001/2002, e anche
questa volta non va bene ai bianconeri, eliminati dalla Pontolliese. Nel
campionato dell'anno successivo è piombato addirittura il Ravenna che vincerà a
mani basse. Con la piazza d'onore il Massa torna agli spareggi per fare il
salto di categoria. Non c'è due senza tre e anche questa volta arriva uno stop.
E' il Carpi che passa il turno. Le vie della provvidenza però sono infinite e
in estate il Massa Lombarda, dopo che la Figc aveva messo fuori quota il
Ravenna, viene ripescato. Incredibile, non era mai accaduto, i bianconeri
massesi in Serie D!







ANNI 2000



Ripescato in estate, il Massa tocca il cielo con un "D"ito per aver
raggiunto la vetta più alta. In panchina va Oscar Farneti. Ben presto il cambio
di categoria risulta più arduo del previsto. Non serviranno né rinforzi né
l'avvicendamento in panchina del giovane Matteo Pernisa per rimettere in piedi
una stagione sofferta. Col penultimo posto si retrocede in Eccellenza. Il
ritorno in Eccellenza è amaro e ha il sapore del fiele nel 2004/2005 quando con
il 15° posto si retrocede in Promozione. La presidenza passa da Elio a
Giampiero Aresu.

L'obiettivo è uno solo: Risalire. Racconta Giampiero Aresu: " Mio padre
Elio, dopo l'entusiasmo della D, la caduta dell'anno dopo e la delusione per la
mancata risalita, decide di mollare quando la stagione 2004/2005 era
compromessa e non c'era più nulla da fare. Pur arrivando solo quart'ultimo il
Massa scese in Promozione. C'era da salvaguardare un'eredità importante, non
potevamo buttare via in un attimo quello che avevamo costruito in tanti anni.
Ho subito azzeccato la scelta dell'allenatore, Marco Scozzoli, gli acquisti
giusti e il campionato 2005/2006 lo abbiamo dominato in lungo e in largo,
concludendo con 13 punti di vantaggio sul Conselice e 15 sul Baracca. Ci siamo
così doverosamente riportati in Eccellenza trovando addirittura nel 2007-2008
un quarto posto insperato, dopo essere stati in testa al campionato con un
vantaggio di sette punti sulla seconda. Sapevamo di avere dei limiti ed infatti
ci hanno presto raggiunto e superati, ma quella è stata ugualmente una stagione
esaltante".

Non l'unica, perchè poi il Massa, con in panchina Marco Menghi, ha raggiunto i
vertici nelle stagioni 2009/2010 e 2010/2011. Ora, nella stagione 2014/15, il
sodalizion bianconero continua a militare con pieno merito nella più alta
categoria regionale, l'Eccellenza.


Personale

Direttore SportivoMorelli Nicola
Anno di fondazione
1924

Sede
Via Fornace di Sopra, 1 - 48024 Massa Lombarda (RA)

Telefono Centralino
0545-84170

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